La psicologia del bugiardo

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Tutti mentiamo, ma mentire a differenza di quanto alcuni credono, è un processo difficilissimo, infatti i fattori che bisogna tenere sotto controllo sono numerosi, proprio per questo chi dice una bugia non riesce a controllare ogni aspetto del suo comportamento.

 

download (1)Un osservatore esterno in genere, prende in considerazione solo il verbale del bugiardo, ma le parole, fanno parte proprio di quei pochi elementi che il bugiardo riesce a controllare di più e se come osservatori ci basiamo solo su questo dato, il bugiardo riesce a farla franca.

 

Il viso è l’altro elemento che è in primo piano, sede dell’identità della persona e delle sue emozioni, anche la mimica facciale è uno degli elementi che il bugiardo riesce a controllare di più.

 

Nessun uomo ha una buona memoria sufficiente a farne un bugiardo di successo.
(Abraham Lincoln)

Gli studi caratterizzati dall’attenzione rivolta al solo contenuto verbale hanno messo in luce che il bugiardo utilizza un linguaggio con un ridotto numero di asserzione ai fatti, inoltre le dichiarazioni false risultano più brevi di quelle vere e con minor riferimento alle esperienze personali: le menzogne fanno pochi riferimenti a persone, luoghi o eventi, mentre si servono moltissimo di termini generici come tutti, ogni volta, nessuno, mai, ecc.

 

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In particolare il verbale di chi mente è conciso, sintetico,  pinocchio incompleto, con enunciati brevi, privi di soggetto e con predicati sottintesi.

Un’altra strategia psicologica del bugiardo consiste nel non assumersi la responsabilità delle proprie affermazioni, spostando l’attenzione su un contesto di riferimento esterno.

Un aspetto interessante è dato dall’interazione di chi mente, con il suo interlocutore, perché a questo proposito sono stati registrati anche cambiamenti significativi sul piano non verbale.

 

In definitiva, ciò che è importante nel differenziare una verità da una menzogna, resta l’incongruenza comunicativa tra il livello di comunicazione verbale e non verbale.

 

 

Chi sta dicendo una bugia si tradirà, con un qualche segnale del corpo

L’inganno si sviluppa non solo attraverso l’atto verbale della menzogna, ma anche attraverso comportamenti tesi ad incidere sulle conoscenze, motivazioni, aspettative dell’interlocutore.

 

Se vogliamo interpretare questo punto di vista, possiamo dire che l’omissione di informazioni non è tanto una menzogna, quanto un inganno.

 

La menzogna è un comportamento naturale, e compare molto precocemente nel repertorio comportamentale dell’essere umano, senza che esso sia sottoposto ad uno specifico apprendimento.

Il camuffamento della realtà, è un apprendimento che abbiamo appreso durane la nostra evoluzione, possiamo dire che la menzogna sta all’uomo come il mimetismo agli animali, e se seguiamo il ragionamento di Darwin possiamo affermare che se la menzogna ha resistito fino ad oggi, significa che è funzionale al nostro adattamento.

 

Qui sotto riporto un’intervista fatta pochi giorni fa su radio stereo 5 dove abbiamo parlato per qualche minuto del verbale, ma anche del non verbale tipico del bugiardo.

Buon ascolto!

 

 

Per approfondimenti rimando al libro :

Prova a Mentirmi – edizioni Franco Angeli

 

Product Details

  • Paperback
  • Publisher: Franco Angeli (January 1, 2011)
  • Language: Italian
  • ISBN-10: 8856833786
  • ISBN-13: 978-8856833782
  • Product Dimensions: 9 x 6.1 x 0.6 inches
  • Shipping Weight: 13.4 ounces

 

 

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Fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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4 comments

  1. Tiziana scrive:

    Fabio dalla tua risposta comprendo che hai ben percepito la domanda.
    Grazie mille sei stato davvero esaustivo.

    Ciao

  2. Tiziana scrive:

    Ciao Fabio,
    Ti seguo da un po’ e trovo ciò che posti molto interessante.
    Domanda: quando una persona dissimula cosi’ a lungo che alla fine considera tutto ciò che omette di dire un qualcosa che appartiene solo a lui/ lei , che danni procura al rapporto di coppia ?
    Grazie

    • Fabio Pandiscia scrive:

      Ciao Tiziana e grazie per trovare interessanti i contenuti. Per quanto riguarda la tua domanda non credo di aver compreso bene, perchè parli di una persona che dissimula a lungo e nella coppia la cosa non può funzionare.
      La coppia deve necessariamente sviluppare un rapporto di condivisione per evolversi e maturare, altrimenti se si è ego-centrati non possiamo più parlare di coppia.

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